Condominio a Milano: gli amministratori pensano a dei regolamenti severi

In un condominio di Milano, zona via Padova,  cambiano le regole ad opera dell’amministratore di condominio. Stessa cosa in un altro palazzo, dall’altra parte della città, dove è stato affisso un cartello: «Il gioco è permesso, con limiti, solo fino ai 12 anni d’età». Situazione simile in zona Lampugnano: «Proibito schiamazzare e sostare nelle parti comuni».

Condominio a Milano: gli amministratori partecipano a roventi assemblee

Le riunioni condominiali assumono pieghe un po’ troppo infuocate in tutta Italia, da Milano a Roma a Genova. Troppe volte si impongono dei divieti talmente vincolanti da bloccare ogni tipo di divertimento. È così che corti e giardini, anche strabilianti, si sono trasformati in deserti tristi. A Milano c’è anche il caso di un nido e scuola materna, La Locomotiva di Momo, che è a rischio di chiusura perché alcuni condomini hanno fatto causa lamentando che «le voci dei piccoli disturbano». E in primo grado il Tribunale ha dato loro ragione.

Non è servito a nulla dunque che proprio il capoluogo lombardo si sia fatto paladino, nel 2016, di un regolamento comunale del tutto innovativo: vietato vietare, se non per «motivate ragioni di sicurezza e fatte salve le ore di riposo subito dopo pranzo». In teoria, il contenuto di quel regolamento del Comune prevale su quelli condominiali.

All’atto pratico però accade che in molti grazie a quella norma, hanno potuto cambiare le abitudini nei palazzi. Normale che ci siano le proteste di quelli che subiscono resistenze ingiustificate. Almeno è quanto asserisce l’assessore all’Urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran. E così lo psicologo sociale Lorenzo Montali afferma che «Il cortile insegna a socializzare in modo trasversale. Bisogna lavorare sulle relazioni reciproche, in modo che il vociare dei bambini acquisisca un senso anche per chi di figli o nipoti non ne ha».

E Anna Maria Caruso, Garante per i diritti dell’infanzia asserisce «Le corti sono luoghi protetti e democratici, vanno sfruttati. Precluderli significa lasciare i minori in casa, in balìa delle Playstation, o affidarli a corsi ricreativi su cui i genitori dovrebbero investire, quando invece un po’ di autogestione farebbe bene».

Amministratori condominio, aria di rivoluzione?

Le resistenze stanno dunque prendendo forma, e in esse il comune non deve ficcanasare circa la gestione dei palazzi, che sono privati secondo i diversi amministratori di condominio. Essi infatti sostengono che occorre la sorveglianza di un adulto per questioni di responsabilità.

Gli avvocati hanno provato a ridimensionare anche il problema in merito alla responsabilità. Affermano così che se un bimbo inciampa in una buca che si è formata in cortile, l’evento è da imputare al condominio. Ma se si fa male per un calcio alla palla, non è giusto che a rispondere sia lo stabile. In certi casi blocca l’idea del ritorno economico. Leonardo Caruso, responsabile di Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio ha dichiarato che l’affitto metri quadri per il posteggio delle auto è più redditizio. Ma la bellezza di vedere giocare i bambini sotto casa, correndo liberi, di certo vale molto di più.

Per maggori info su come funzionano le leggi per il condominio a Milano vi rimandiamo al sito dell’amministratore di condomini a Milano , Giuseppe Bassi https://www.bassi-gestioni-immobiliari.it/